30 Luglio 2009

Imperfetto

Imperfetto è il nome del difetto.

Arrotonda per eccesso
un risultato grossolano
di chi è troppo attento e calcola
la natura dell' umano:

maldestro 
è chi sogna ad occhi aperti,
e vola con la testa ma tiene i piedi inerti;

pedante
è chi vuole troppo amore,
e chiede conferma sempre, schiavo del terrore;

e c'è chi fugge da qualcosa andato storto, 
ma gira e rigira torna sempre a un punto morto.

Imperfetto, invece,
è un modo di capire
quanto si è diversi da quel che sento dire:
ed io, che arrotondo difetto per difetto
ti rendo più vero ai miei occhi, sì, sotto ogni aspetto.

Ogni errore, distrazione, atteggiamento o fissazione
fanno sì che tu sia tu, senza danno o inibizione.
Fanno sì che io sorrida, di piacere e di rispetto.
Perché solo tu sei tu,
puro ed unico.

...Perfetto.

 
13 Gennaio 2009

L'esistenza

 

Pericolante e misera

l'esistenza affonda le radici in terreni troppo morbidi

perché di natura è nomade

e attende le piogge

per avere una scusa e fuggire.

 

L'esistenza ha fretta

perché spesso non crede

che fermarsi

e tentare di attecchire

sia comunque un percorso.

E ha il terrore di sé

quando comincia a dar frutti

e senza criterio

abortisce,

rinnega poi i figli nati per sbaglio 

e li abbandona.

 

Così nutre solo i suoi voleri

e si mangia e si cresce

e si basta - crede -

e si sradica, 

continuamente 

 

trascina i suoi arti ogni giorno più pesanti

finché non crolla

sfinita,

sconfitta,

sul suolo più impervio,

sul'ultima spiaggia.

   

Tags: esistenza
 
28 Ottobre 2008

Adesso.

Lo sto guardando. Adesso. E' lì, che dorme e sogna chissà cosa. Tra rosso, viola, arancione.

In questa stanza ora c'è calore. Respiro un'aria che sa di due persone, e odora di lui, e di me, di qualcosa che è nato e che sta andando avanti.

Posso anche chiudere gli occhi, da qui, chiuderli e annusare. Lo riconosco, il suo aroma... sa di forza, di dolcezza, sa dell'Uomo che è.

 

Ora scivolerò piano, li accanto a lui. E so che nel sonno mi cercherà, mi stringerà a sé. Ed io, che ora mi sento come leggera, perderò peso, ancora, tra le sue braccia. E ancora, e ancora. Fino a non sapere dove inizia lui, dove comincio io, e dove finirà questo mio cuore. Che continua ad accelerare il battito, e corre veloce chissà dove.

Chissà, dove...

Tags: adesso
 
15 Settembre 2008

Disturbi.

Allo stomaco, alla testa.
Sto male e non vado a lavoro.
Sto bene perché tutto ha il giusto peso, e c'è una sincerità che mi spiazza.

Com'è impalpabile il confine, com'è sottile la linea, tanto che non sai se sei sul filo del rasoio o dalla parte del giusto o dalla parte del torto.
E non c'è un paragone, perché questo è nuovo, è vero, ma c'è qualcosa di strano, ed è strano che io sia anche parzialmente d'accordo.
Chiaramente, è prematuro.
Chiaramente
è
paura
Chiaramente è la sensazione di un non-impegno
E' voglia anche un po' di fuggire (ma non a gambe levate, magari passeggiando e facendo finta di nulla, tanto da poter tornare indietro, se mi aggrada, e far credere di essermi solo distratta)

Non è
è
normalità (?)


E mi disturba
la stranezza che sono
la stranezza che cerco
la stranezza che voglio e non voglio.

Attraente trasgressione,
allarmante pericolo (o solo troppa attenzione)
stride
stride
stride
col sogno di quiete.


Mi stendo.
Lavagna e unghie.

Tags: disturbi
 
03 Settembre 2008

Ma che cos'è...?

Verde e nocciola.
Mi lascia senza parole questo tuo modo, questo tuo leggermi, questo tuo incessante scrutarmi. Ti sento addosso. L'odore, la forza, la dolcezza. La maturità.
Ora sono assolutamente viva: ho un posto nel mondo.
Il posto di cui avevo smarrito la strada, che mi apparteneva. Eccolo. E' solo un po' lontano, ma lo vedo, chiaro. Lo sto ritrovando. Mi stai indicando la via da percorrere per tornare a me.
Sai, non è facile. Amo mettermi in difficoltà, come ti raccontavo. Ma ora... no, questo sentiero io devo spianarlo per forza. Me lo merito, e tu me lo stai facendo capire.
Quanto è importante per me definirmi, riconoscermi, guardarmi attraverso quello che pensi, quello che mi dici.

Ma che cos'è...?

Una foglia. 15 euro. Poi quel regalo buffo che celava una domanda importante. Quel biglietto.
E mi odio perché sembro ottusa, perché sono troppo dura. Ma tu lo sai benissimo: io non sono davvero così.
Agirò sulle cause, non sugli effetti. Hai ragione.

Ma che cos'è...?

E' un piacere che non provavo, un sapore che non gustavo. E' quello che deve essere.

Non prendermi per stupida se in questo momento sto piangendo.
Ci penso di continuo. Mi dico che non ci credo, ma sta accadendo, sta accadendo a ME. Nulla è più vero di tutto questo.
La leggerezza nel cuore, la libertà che mi lasci, di decidere, di vivere, di essere... eccezionale, perché ora ricordo di esserlo davvero.
Ti rendi conto? Come fai a voler tirare fuori il meglio di me sapendo quanto è difficile? Giuro, sto cercando in tutto e per tutto di lasciarmi andare, perché io lo sento: tu mi lasci andare. Sì. Mi dai pieno potere sulle mie azioni, sui miei pensieri.
E' incredibile.
Sei incredibile.
Dopo tanto tempo, mi ritrovo dall'altra parte: guardata, capita.


Ti abbraccerò di più, ti annuserò di più, ti bacerò di più perché saprò che non "disturbo", se lo faccio.


Io voglio stare lì, mentre tu mi riconosci.
Eccoti.

Quando arrivi vicino alla poltrona e ridi perché faccio finta di non essermi accorta di te.
Quando in mezzo agli amici sento il tuo sguardo sulla pelle e io non oso ricambiare solo per non svelare più di quanto tu già sai.
Quando di notte mi stringi e mi dici quanto so di buono.
Quando mi fai tua.
Quando sei in macchina che mi aspetti e io non vedo l'ora di incontrare ancora il tuo sorriso che ho lasciato solo qualche ora prima.
Quando canti insieme a me.

Eccoti, Fra.
Adesso tu sei qui, e mi riconosci.

Sai cos'è...?



...E' che voglio stupirti anch'io.

Tags: checos è
 
17 Luglio 2008

Da un lato, dall'altro.

Ambivalenze.
Sempre e solo ambivalenze.
Ma cos'è univoco?

Rette parallele, binari, due persone, più persone, bivi.
Ti guardi allo specchio e il peggio è che senti di avere personalità multiple.
E' il segreto per accettare la vita.
L'evoluzione, la crescita.
Misantropia?
Filantropia?
Dosare, moderare, due pesi, due misure.
La bilancia, l'equilibrio.
Ma i piatti sono due.
E se non fossero due, non potrebbe esserci stasi.

Ma quando c'è calma, ecco che ritorniamo a creare il caos.
Non esiste un punto fermo.
Perché se qualcosa è immobile, tendiamo a ricercare movimento.

I nostri obiettivi sono i punti di un diagramma cartesiano.
Una volta raggiunti, li segnamo, li uniamo, e mai, dico mai, risulteranno costanti.
Come il fatturato di un'azienda, avranno picchi, discese, arrampicate e cadute libere.
Ascisse, ordinate, fate un po' voi. Sceglietevele a seconda di una qualsiasi esperienza.

Zigzaghiamo.
Ed è il bello dell'orrore e del terrore di vivere.

 
08 Luglio 2008

Confusione

Ho lucidamente in testa ciò che voglio.
Mi preme risolvere.

Come si fa ad unire desiderio e realtà?
Io voglio capire, ma mi sembra di essere in un circolo vizioso. Non ho i mezzi.
So, lo so. Dovrebbe essere semplice, ma non lo è.
Mi chiedo aiuto, ma non so che fare.

Tranquillità, serenità e SOLITUDINE.
Perché quando mi trovo io e me, in realtà un fantasma c'è sempre. A presenziare silenziosamente, in ombra. A guardarmi, a tenermi il fiato sul collo.
Vattene. Io non ho bisogno di zavorre.
Voglio essere vuota. Per una volta, ti prego, fatti un giro. Consumati. Sparisci.
Tu che sei tutti loro, ma soprattutto non sei me. E allora voglio mollarti, voglio mollarmi.
Basta sogni. Basta testa tra le nuvole. Restare ancorata al terreno, e stare bene così. E quando arriva arriva.
E se non arriva, devo bastarmi.
Ma ancora non succede.
Quanto tempo devo aspettare per contare solo ed esclusivamente su di me?
Per vivere davvero, sentirmi libera... L'enigma più grande mi divora.

L'enigma di un desiderio.

Tags: confusione
 
07 Giugno 2008

Divergenze

Sola
poeticamente
rimetto a me
i peccati

i coscienti errori
i muti sguardi.

Unico desiderio
è conoscere
chi sei
se vuoi
se fingi
e se soltanto
hai paura.

Se illudi
se t'illudi

perché
anch'io mento
sfacciata


una parola
invece che mille.


E divergiamo
partendo
dallo stesso punto
ci proiettiamo
all'opposto:

ci odiamo
ma ci vogliamo

ci ignoriamo
ma ci cerchiamo

ci difendiamo da noi
ma a noi torniamo.

A onde.

E a onde
il mare è in burrasca.

Ci si salva

o si muore.

Tags: divergenze
 
01 Giugno 2008

Bellezza.

"...Era una di quella giornate in cui tra un minuto nevica… e c’è elettricità nell’aria. Puoi quasi sentirla. Mi segui?

E questa busta era lì, danzava, con me. Come una bambina che mi supplicasse di giocare. Per 15 minuti. E’ stato il giorno in cui ho capito che c’era tutta un'intera vita, dietro ogni cosa. Una incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c’era motivo di avere paura. Mai.

Vederla sul video è povera cosa, lo so... Ma mi aiuta a ricordare. Ho bisogno di ricordare.

A volte c’è così tanta bellezza nel  mondo… che non riesco ad accettarla. Il mio cuore sta per... flanare."





 

 

 

Tags: bellezza
 
21 Aprile 2008

X FACTOR

Andate sul nostro MySpace: www.myspace.com/quintagiusta

Mai mi sarei immaginata una cosa del genere.

Lo abbiamo fatto per gioco, ma alla fine è diventata una cosa seria.
Passiamo i due ultimi provini, et voilà: maretedì 22 aprile saremo in onda su Rai Due.
I Quinta Giusta.
Io, Emiliano, Ilaria e Alessandro.

Questo è il video del penultimo provino...




Votate tuti, assolutamente. Stiamo cercando di far parte del format in tutti i modi.
La serata di domani sarà regolata da televoto: saremo tre nuovi concorrenti, ed entrerà quello che avrà ovviamente più consensi.


Conto su di voi.

Grazie!

 

 
17 Marzo 2008

Ridere

I miei sorrisi di plastica
mi lacerano il petto
come una lama affilata.


L'impugnatura è spessa,
candida,
di denti incastonati
ma quando comincia
il suono

dio mio

il suono
in crescendo

di questo ridere
squillante
chiaro
appuntito

mi terrorizzo.
 
E mi taglia
mi pugnala

e più affonda e più rido
più fa male e più rido
perché mai
mai, ora
posso esser seria
davanti alla maschera del mondo
che mi richiede
come regola
di un'utilissima retorica
di appiccicarmi
un ghigno sul viso
e tirarlo fino alla paresi.

Per questo

sempre

mi diverto
fino alle lacrime.

Tags: ridere
 
25 Gennaio 2008

Piano, forte.


Non è un caso che abbia tasti bianchi e neri, penso.
Che abbia per nome un ossimoro.

Quando mi ci seggo davanti, mi pare immenso. Eppure è finito. Tutte le note, tutti gli accordi, tutti i bemolle e i diesis. Un numero preciso, imprecise potenzialità di lettura.
E te le vedi lì, innanzi agli occhi, e sai che bastano solo le dita, quel certo movimento.


Bianco e nero.
Opposti, complementari.
Piano e forte.

C'è chi ha usato accordi allegri per cantar di morte, e tristi, per suonar d'amore.
Chi ha da raccontare in note, lo sa: i pensieri stessi sono dissonanti tra loro, e musica, un pianoforte, rendono possibile il connubio tra contrari.
E non è pazzia, è fuoco.

Sembra dirti di osare, di non pensare, di creare. Strumento di tortura psicologica, di evasione emozionale.
Porta tutto da un capo all'altro.
E mai è sembrato più normale tracciare una linea retta tra gli antipodi.
Tirar fuori un'idea per vederla mutare in suono, in appartenenza, in verità...saper gestire un pensiero infinito, renderlo visivamente finito ed esploderlo di nuovo nella catarsi del suono, nell'immensità della percezione emotiva.
Segnare una via ben distinta nel marasma dell'irrazionalità, da seguire ad occhi chiusi, ché solo sensibilità ci guida.

Quando non serve altro.
Yin e Yang.
Eros e Thanatos.
Bene e Male.

Ed è Equilibrio.

Io suono.                 Piano, forte.

Tags: pianoforte
 
05 Gennaio 2008

Volo


Tutto sembrava nero.
Non era che rabbia.
Rabbia per aver fortemente sbagliato a fidarmi del paradosso, per aver capito di essere stata una stupida. Perché avevo ingannato me stessa, totalmente, per la prima volta, con la parola Amore.
Ma questo quasi l'ho dimenticato.





In questi giorni di transizione, ritorno a me.
Il mio ricordo sembra non andare oltre sei mesi fa, quando l'estate cominciava a fare capolino, a farsi calda, a saper di sole.


Allora arrivò.
Ricordo solo il modo.
Ricordo le note su quel pianoforte.
Ricordo quel parlare così fittamente, e ancora, e ancora.
Di quel discreto prendersi cura dei sogni.
Di quel treno preso senza voler partire.
E poi...
Di un soffio.

Ero esattamente io, e finalmente non sbagliavo.

Ma va così.
E non m'importava di aver perso, perché in realtà sentivo di aver riconquistato quella parte di me che avevo permesso mi fosse strappata via.


Ora...
Il mio ricordo sembra non andare oltre tre mesi fa, quando l'autunno arrivava, gli alberi arsi dalla calura riprendevano il fresco e per questo mutavano di nudità.


Allora arrivò.
Ricordo solo il modo.
Ricordo gli sguardi timidi che mai si incrociavano.
Ricordo quell'aver una passione così infantile in comune e la contentezza di una scoperta.
Di quell'affetto scambiato sotto spiragli di luce.
Di quel mostrarsi, finalmente, fragili.
E poi...
Di un soffio.

Ero esattamente io, diversamente, e forse sbagliavo.

Ma va così.
E non m'importa di aver perso, perché in realtà sento di aver riconquistato la consapevolezza di poter dare senza chiedere, di esserne del tutto capace.



E a chi mi dice di non buttarmi via, posso solo rispondere

Sono io che passo.
Sono io che prendo.
Sono io che imparo.

Chi mi ama mi segua.

Oh, ma sarà impossibile.
Sono lì.
E se ancora non si è del tutto ciechi
solo se si hanno un paio d'ali
si provi ad alzare gli occhi.





_____________________________________________________________________il volo
____________________________________________________
__spiccato
_________________________________________ho appena
_________________________________Io

Tags: volo
 
16 Dicembre 2007

Direzioni.


Il sole sorge ad est

ma quasi a volerne un altro

lo cerco ad ovest, perché

credo,
se non vedo.


Illusa
spesso attendo
il contrario di me

non sapendo

ma sapendo

che è più facile
agognare all'irreale
piuttosto che
ascoltare sé

proprio perché
normalità
è un desiderio
che non ci si permette,
quasi a voler negare
di dover meritare

solamente

ciò che si è.

Tags: direzioni
 
15 Novembre 2007

Occhiblù.


Di ghiaccio
e di cielo. Ma che belli...Enormi. E un po' all'ingiù.

Ventitré. E sa che in tutti quelli che si aggiungeranno farà una sola cosa.
Tasti o non tasti...ah, se lo farà.

Com'è serio...
E non ti fa stancare, se chiede cosa vuoi mangiare. In frigo c'è qualcosa... - Et voilà -
Troppi canali, troppe voci...

E allora solo un dito intrecciato all'altro come per fare pace - Con sé -
Un pensiero di carezza nel dormiveglia.
Né più, né meno.
Quanto non si ha fretta, a volte, per un giusto rispetto.
Lenti, lenti...così il gusto non si perde.

Un gusto...
"...che va trattato con serietà...con un certo stile e tenore...e che richiede intelligenza"

Davvero...? Grazie.
Ma forse...anche tu hai lo stesso sapore.
E quando ti assaggeranno...



_____________________________________________* Sorridi, Occhiblù *

Tags: occhiblù
 
09 Novembre 2007

Immaginario.


Lo sai.
Io sono qui.

Fumando la mia ennesima sigaretta, scrivendo di sogni, ti aspetto dietro il vetro della finestra, mentre fuori piove.
Appanno il vetro con un soffio. Fuori c'è già freddo, ma io non ho mai sentito il gelo dentro così forte, così pieno, che neanche una coperta e un tè caldo possono alleviare.

Disegno d'umido su questa pagina trasparente, con un dito, un ghirigoro che non significa, e che biascica un nonsenso.
Solo a parole, vorrei dire.

Ma penso che se aprissi bocca uscirebbe solo un suono sordo, e neanche cantarlo, potrei.
Quando una canzone che ascolto non basta, o meglio, mi turba. Ma la riascolto fino a che non sono sfinita.
Però ho voglia di raccontarmi, a te. E solo a te.

E dirti quanto io mi senta già grande e quanto mi sento piccola, perché ho bisogno che tu mi stringa come per cullarmi.
Dirti che mi sento già madre, e dirti anche che probabilmente un figlio lo vorrò solo tra 15 anni.
Dirti che mi basterebbe un tuo sorriso, come quello di un film. E raggomitolarmi sotto le coperte solo per sentirti meglio respirare. Per respirarti.
E farti sapere quanto mi sento a metà, quanto la mia musica ancora non esiste, e che mi sento così impotente, a volte, perché so che devo farcela da sola ma che molto spesso non mi sento in grado.
Dirti che vorrei far parte pienamente della tua vita, che passeggiare mano nella mano è una cosa normale; soprattutto che è normale vedersi di pomeriggio, in autunno, e stendersi sotto un albero che ingiallisce e che incornicia il nostro osservare vite, il guardare al futuro.
E vorrei che tu mi dicessi che la pensi esattamente così come me.
Vorrei essere libera di avere paura, ma una paura sana, quella che si prova di fronte al nuovo. E vorrei che anche tu ne avessi. Per dirlo a me.
Per dirmi cosa è stata la tua vita, cosa ti ha fatto male.
Vorrei averti qui per farti sapere ciò che provo. Poi una carezza, un bacio, dei progetti.
Forza. La forza che deriva dall'appartenersi.

E ti dedico queste parole perché non esisti.
E ancor di più allora io ti attendo.
Dietro questa finestra, ad immaginarti come ti vorrei.

Perché io non riuscirò più ad innamorarmi molto facilmente.
Finora ho confuso l'amore, perché lo bramavo.
Ora non me lo aspetto.
Ora tutto ciò che vedo è quello che è.

Tu arriverai nel momento in cui confonderò notte e giorno, non ricorderò di essere stata più felice, non avrò difficoltà a sorridere.

E nel fattempo, penso
e immagino.

Chissà chi sei.

 
27 Ottobre 2007

Cerchi concentrici


A gocce
stilla il mio vivere,
a gocce

e strizzo,
a gocce,
umido dalle ciglia.

A gocce di rabbia,
a gocce,
il sudore
di stanchezza e affanno

risuona nel vuoto

e non riempie
di gocce
l'eco
che ripete,
e ripete,
e rimbalza,
e ritorna

a gocce.

Ché di gocce
è fatto questo lago,

di gocce
che si inseguono
ma a debita distanza

per non rischiare
un incontro
che cadenza non permette:

dalle gocce
io scruto 

cerchi concentrici
che increspano l'amalgama,
ugualmente solitari
nella loro ritmica fuga.

 
16 Ottobre 2007

Triangolazione


Lei mi veste di freddezza
epp
ure
io mi assomiglio.

Lui scrive per me
messaggi
con ritagli di giornale
per lasciarli appesi a un filo
ad asciugar la colla
e li trovo la mattina
ancora
appena sveglia.

Li leggo
a mo' di promemoria
- razionale, seppur sentimentale -

E scindo
emozione
da situazione
perché dare
non significa
regalare.

Li incontro allo specchio
e sorrido.

Lei e Lui.
Paura
Amor proprio

eccomi.


Eccoci.

 
18 Settembre 2007

Indefinito


Staccar ricordi
mordere sorrisi
usar le mani
per divenire sordi.

Questo fino a ieri,
quando pensieri lisi
di solitudine intrisi
tappezzavano sentieri.

Ché star fermi
ora
inermi
quasi a morire
nelle giornate
ancora da scolpire

è il sol modo
che abbiamo
per ridisegnare strade
ad occhi chiusi
e indovinare dove andiamo.

E nel desiderio di passi,
nel voler scagliare sassi
su muri di nebbia,
sul passar delle ore


Amore
non muore.

Tags: indefinito
 
12 Settembre 2007

Musicisti

Si toccano suoni,
si suonano note.

Come a un concerto
vi ascolto.

Con ogni risata
per ogni nottata
l'effetto è lo stesso:


ogni parola
come ogni silenzio
è un tocco leggero.

E' un sentire

che scalda la noia
che brucia il dolore
perché
pura e incessante

è la voce
stonata e intonata
che mi canta sottile
il senso
e il non senso

che esce
armonica
e incontrollata.


E mi riempie la vita
il sapere
che son corde del cuore
ciò che sento vibrare.





___________________________________________________________A Gabriele e a Paolo.
_____________________________________________________________Che a modo loro
_______________________________________________________________- in ogni modo -
__________________________________________________________________mi prendono per mano.

Tags: musicisti
 
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